Gesichtspflege
Oggi tutti conoscono l’acido ialuronico, ma il mondo della bellezza ha da tempo lanciato una seconda star dell’idratazione: l’acido poliglutammico. Questo principio attivo fermentato, spesso chiamato semplicemente PGA, è diventato famoso a livello internazionale grazie alla tendenza K-Beauty e, secondo quanto promesso, sarebbe in grado di legare l’acqua ancora meglio del famoso acido ialuronico. Ma è vero, e cosa significa questo per la vostra routine di cura della pelle? In questa guida scoprirete, sulla base di dati concreti, cos’è l’acido poliglutammico, come agisce sulla pelle, in cosa si differenzia realmente dall’acido ialuronico e come utilizzarlo in modo efficace – con una valutazione onesta, senza promesse miracolose.
Che cos’è l’acido poliglutammico? Un agente idratante fermentato
L’acido poliglutammico è un biopolimero, ovvero una lunga catena composta da numerose unità dell’aminoacido glutammico. La sostanza è stata scoperta nel nattō, un piatto tradizionale giapponese a base di soia fermentata: la sostanza filante e gelatinosa che si forma durante la fermentazione è costituita in gran parte da PGA. Per l’uso cosmetico, l’acido poliglutammico viene oggi ottenuto biotecnologicamente tramite fermentazione con microrganismi – un processo di produzione vegano e relativamente rispettoso delle risorse.
Nella cura della pelle, il PGA rientra tra i cosiddetti umettanti (humectants): principi attivi che attraggono l’acqua e la trattengono. A questa famiglia appartengono anche la glicerina e, appunto, l’acido ialuronico. È proprio qui che risiede il punto di forza dell’acido poliglutammico – e il motivo per cui viene così spesso paragonato all’acido ialuronico. Nelle routine di cura della pelle coreane questo principio attivo è ormai consolidato da tempo; in Europa, invece, ha fatto la sua comparsa solo da alcuni anni in sieri, essenze e maschere.
Acido poliglutammico vs. acido ialuronico: il confronto onesto
Si legge spesso questo titolo: l’acido poliglutammico sarebbe in grado di trattenere una quantità di umidità molte volte superiore rispetto all’acido ialuronico – spesso si parla di una quantità da quattro a cinque volte maggiore. Tali cifre derivano da misurazioni di laboratorio sulla capacità di ritenzione idrica e sono plausibili come ordine di grandezza. Ciononostante, il confronto «PGA batte l’acido ialuronico» è riduttivo, poiché i due principi attivi agiscono in modo diverso:
Ritenzione idrica:
l’acido poliglutammico è in grado di trattenere più acqua per grammo rispetto all’acido ialuronico. In questo ambito, il PGA è effettivamente in vantaggio.
Sito d’azione:
le molecole di PGA sono molto grandi. Non penetrano nella pelle, ma rimangono in superficie. L’acido ialuronico, invece, è disponibile in diverse dimensioni molecolari: le varianti a catena corta possono penetrare negli strati superiori della pelle e trattenere lì l’umidità.
Modalità d’azione:
l’acido poliglutammico agisce formando un film: crea sulla pelle un velo idratante sottilissimo e levigante che trattiene l’acqua e ne frena l’evaporazione. L’acido ialuronico, invece, rimpolpa gli strati superiori della pelle dall’interno.
La risposta sincera alla domanda del titolo è quindi la seguente: l’acido poliglutammico supera l’acido ialuronico nel puro legame idrico in superficie, ma non lo sostituisce. I due non sono un’alternativa, bensì una squadra affiatata: l’acido ialuronico nutre gli strati superiori della pelle, mentre l’acido poliglutammico trattiene l’idratazione in superficie. Molte formulazioni moderne combinano quindi consapevolmente entrambi i principi attivi.
Ecco come agisce il PGA sulla vostra pelle
La sua capacità di formare un film è la chiave del suo effetto: dopo l’applicazione, l’acido poliglutammico forma un film invisibile e traspirante sulla pelle. Questo film trattiene l’acqua proprio dove la pelle secca ne è maggiormente priva – in superficie – e allo stesso tempo riduce la perdita di umidità attraverso la pelle, la cosiddetta perdita transepidermica di acqua. Molti ne percepiscono immediatamente il risultato: la pelle risulta più liscia e turgida, appare più fresca e le sottili rughe da secchezza sembrano visibilmente attenuate.
È importante chiarire con onestà: l’acido poliglutammico è un principio attivo cosmetico, non un medicinale. Non modifica in modo permanente la struttura della pelle e non è in grado né di «appianare» le rughe né di curare le patologie cutanee. Il suo effetto è di tipo curativo – percepibile fintanto che lo si utilizza regolarmente. È esattamente ciò che ci si può aspettare da un buon trattamento idratante, ma nulla di più. In caso di problemi cutanei quali l’eczema o una secchezza grave e persistente, è necessario sottoporsi a una visita presso uno studio dermatologico.
Per chi è particolarmente indicato questo principio attivo
In linea di massima, ogni tipo di pelle trae beneficio da un film idratante ben formato. Tuttavia, questo principio attivo risulta particolarmente interessante nelle seguenti situazioni:
Pelle disidratata:
quando la pelle tira, appare spenta e il trucco risulta a chiazze, solitamente manca di acqua – non di lipidi. È proprio qui che entra in gioco un agente idratante come il PGA.
Aria del riscaldamento e inverno:
l’aria secca degli ambienti sottrae continuamente umidità alla pelle – un tema ricorrente durante la stagione di riscaldamento in Svizzera. Il film protettivo del PGA frena sensibilmente questa perdita.
Pelle matura:
con il passare degli anni, la capacità della pelle di trattenere l’idratazione diminuisce. Un principio attivo che trattiene l’acqua in superficie e attenua visivamente le rughe da disidratazione rappresenta in questo caso un’integrazione utile.
Pelle grassa e mista:
anche la pelle lucida può essere disidratata. La texture leggera e non grassa di un siero al PGA idrata senza appesantire la pelle.
Applicazione: ecco come integrare il PGA nella vostra routine
Il PGA è semplice da utilizzare ed è considerato molto ben tollerato, anche dalla pelle sensibile. Ecco come trarne il massimo beneficio:
Detergere il viso e lasciare la pelle leggermente umida: gli agenti idratanti agiscono al meglio quando è presente acqua a cui legarsi.
Massaggiare delicatamente il siero al PGA prima di applicare texture più ricche.
Concludere con una crema che sigilli ulteriormente l’idratazione trattenuta.
L’errore più comune: applicare il siero sulla pelle completamente asciutta e non applicare nulla in seguito. Un agente idratante può legare solo l’umidità presente e, senza una crema finale, parte dell’umidità evapora nuovamente. I tre passaggi sopra indicati non sono quindi un optional, ma il vero e proprio segreto.
Per sapere esattamente dove si colloca un siero nella sequenza, consulti la nostra guida alla corretta sequenza della routine di cura della pelle. L’acido poliglutammico si combina senza problemi con la maggior parte dei principi attivi: la niacinamide lo integra in modo ideale se desiderate inoltre affinare la grana della pelle, e si abbina bene anche a un siero alla vitamina C al mattino – basta applicare il prodotto a base di PGA subito dopo per trattenere l’idratazione. Potete utilizzare l’acido poliglutammico quotidianamente, al mattino e alla sera.
Siero e maschera in tessuto: PGA di SKINCYCLOPEDIA
Se desiderate provare questo principio attivo, da noi troverete due soluzioni semplici. Il siero all’acido poliglutammico al 3% di SKINCYCLOPEDIA presenta un’elevata concentrazione di PGA in una texture leggera e di rapido assorbimento – ideale come base idratante quotidiana da applicare sotto la crema, da solo o in abbinamento al vostro siero all’acido ialuronico.
Per un rapido apporto di idratazione tra un trattamento e l’altro – ad esempio prima di un evento, dopo l’attività sportiva o al termine di una lunga giornata trascorsa in un ufficio con aria secca – è pensata la maschera in tessuto all’acido poliglutammico di SKINCYCLOPEDIA: lasciarla agire per 15-20 minuti, picchiettare delicatamente l’essenza residua sulla pelle e il gioco è fatto.
Aspettative realistiche: cosa può fare il PGA – e cosa no
Per evitare delusioni, ecco un bilancio onesto:
Ecco cosa potete aspettarvi:
idratazione intensa sulla superficie cutanea, una sensazione di pelle liscia e turgida subito dopo l’applicazione, rughe da secchezza visibilmente attenuate e un’ottima tollerabilità – anche in combinazione con altri principi attivi.
Ecco cosa non dovete aspettarvi:
rughe «riempite» in modo permanente, un effetto negli strati profondi della pelle o il trattamento di malattie cutanee. Promesse di questo tipo non reggono a un esame obiettivo – né nel caso del PGA né in quello di qualsiasi altro principio attivo cosmetico.
Chi ne è consapevole può apprezzare l’acido poliglutammico per quello che è: uno dei più potenti agenti idratanti che la cosmesi moderna abbia da offrire – e un’integrazione sensata all’acido ialuronico, anziché una sua sostituzione.
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Domande frequenti sull’acido poliglutammico
L’acido poliglutammico è migliore dell’acido ialuronico?
Per quanto riguarda la pura capacità di legare l’acqua sulla superficie cutanea, sì: il PGA è in grado di trattenere più umidità per grammo rispetto all’acido ialuronico. Tuttavia, non penetra nella pelle, mentre l’acido ialuronico agisce anche negli strati superiori dell’epidermide. Nessuno dei due principi attivi è quindi «migliore» in senso assoluto; è la combinazione dei due a garantire i migliori risultati.
Qual è l’effetto dell’acido poliglutammico sulla pelle?
Crea un sottile film idratante invisibile che trattiene l’acqua e riduce l’evaporazione attraverso la pelle. La pelle risulta così più liscia e turgida, mentre le rughe da secchezza appaiono visibilmente attenuate: un effetto cosmetico che si mantiene con un’applicazione regolare.
È possibile utilizzare insieme l’acido poliglutammico e l’acido ialuronico?
Sì, i due principi attivi si completano a vicenda in modo ideale: l’acido ialuronico idrata gli strati superiori della pelle, mentre l’acido poliglutammico li sigilla in superficie come un coperchio. Applicate prima il siero all’acido ialuronico, poi il prodotto a base di PGA – oppure utilizzate una formulazione che contenga entrambi.
Per quale tipo di pelle è indicato l’acido poliglutammico?
In linea di massima, per tutti i tipi di pelle: il PGA è considerato poco irritante e molto ben tollerato; ne traggono beneficio anche le pelli sensibili, secche o mature. Anche la pelle grassa ha bisogno di idratazione; la texture leggera e non untuosa di un siero al PGA è spesso più piacevole di una crema ricca.
Con quale frequenza si dovrebbe applicare l’acido poliglutammico?
Ogni giorno, mattina e sera, sulla pelle leggermente umida e detersa. Completare poi il trattamento con una crema, affinché l’idratazione trattenuta non evapori. Per un effetto extra, è consigliabile applicare una o due volte alla settimana anche una maschera in tessuto all’acido poliglutammico.
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